Giornata della memoria

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27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA: CAPIRE COSA SONO STATI LA SHOAH E L’OLOCAUSTO

Auschwitz

L’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, simbolo della persecuzione nazista.

Gli ebrei deportati venivano stipati in vagoni merci senza finestre né posti a sedere. Il lungo viaggio verso i campi di concentramento ad Est era una vera tortura e i più deboli perivano ancor prima di giungere a destinazione.

Anni ’40 del secolo scorso: bambini reclusi nel campo di concentramento di Auschwitz.

Olocausto

Una rosa posata sul monumento dedicato alle vittime dell’Olocausto a Berlino. Circa 6 milioni di ebrei persero la vita nei campi di sterminio nazisti.

Stella di David

Gli ebrei dovevano portare una stella di David sugli abiti in modo da essere riconoscibili. Si trattava di un atroce marchio che rendeva gli ebrei diversi e inavvicinabili.

Giornata della memoria

Il primo e più famoso fumetto ideato per raccontare la Shoah è “Maus” di Art Spiegelman, un artista svedese naturalizzato americano.  Spiegelman racconta la storia di suo papà sopravvissuto ai lager. È un libro per i più grandi tra di voi, in cui i protagonisti sono rappresentati da animali: gli ebrei sono disegnati come topi (perché per i nazisti erano esseri inferiori), i nazisti sono gatti, i francesi rane, i polacchi maiali e gli americani cani.

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria. Un giorno nato per ricordare le vittime dell’Olocausto e, soprattutto, per interrogarsi sul perché della Shoah e della discriminazione dell’uomo contro altri uomini. Ecco cosa dovete conoscere per capire.

  • La Giornata della Memoria
  • Cos’è un genocidio?
  • Il perché della Giornata della Memoria
  • Libri e fumetti per conoscere e comprendere

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Ogni anno, nel mondo, il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, la ricorrenza durante la quale vengono ricordati 15 milioni di vittime dell’Olocausto (cifra emersa dallo studio dell’Holocaust Memorial Museum di Washington rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondialeSei milioni di di queste vittime innocenti appartenevano al popolo ebraico: il loro genocidio viene chiamato Shoah.

COS’È UN GENOCIDIO?

Vengono chiamati genocidio gli atti commessi dall’uomo con l’intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.

L’Olocausto e la Shoah sono stati genocidio con metodi scientifici, messo in atto da parte della Germania nazista fino al 27 gennaio 1945, quando i carri armati dell’esercito sovietico sfondano i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Da quel giorno, questo campo è diventato il luogo simbolo della discriminazione e delle sofferenze di chi è stato internato solo perché ebreo o zingaro o omosessuale o anche, semplicemente, perché si trattava di una persona con idee politiche diverse da quelle di chi era al potere.

Ricordare le vittime di quegli anni lontani può sembrare qualcosa che non vi tocca direttamente (forse nemmeno i vostri nonni ne sono stati testimoni), in realtà non è così.

IL PERCHÉ DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

La Giornata della Memoria non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto.

La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo  in quella che gli storici chiamano la zona grigia. Si tratta di una zona della mente e del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l’innocenza e la colpevolezza. In questa zona ad avere la meglio, alla fine, è l’indifferenza per chi viene isolato e non accettato. 

Per evitare che una tragedia come quella dell’Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto capire. Uno strumento importante per farlo è quello di ascoltare la viva voce dei testimoni e di chi è stato direttamente coinvolto negli avvenimenti.

LIBRI E FUMETTI PER CONOSCERE E COMPRENDERE

Un altro modo per capire cosa è successo in maniera chiara è leggere un libro o un fumetto. Forse non lo sapete ma esistono tantissimi fumetti che raccontano l’Olocausto. Il più famoso, nonché il primo, è Maus di Art Spiegelman, un artista svedese naturalizzato americano.  Spiegelman racconta la storia di suo papà sopravvissuto ai lager. È un libro per i più grandi tra di voi, in cui i protagonisti sono rappresentati da animali: gli ebrei sono disegnati come topi (perché per i nazisti erano esseri inferiori), i nazisti sono gatti, i francesi rane, i polacchi maiali e gli americani cani.

La scelta di usare personaggi animali al posto degli uomini è fatta per ricordarci come la discriminazione non renda più umani ma, al contrario, disumanizzi le vittime. E soprattutto per indicarci come sia facile “generalizzare”. Un po’ come quando pronunciamo frasi a cui non diamo peso come: “tanto tutti sono…”.

Un altro fumetto che vi consigliamo di leggere è La stella di Esther, di Eric Heuvel, Ruud Van der Rol e Lies Schippers. In questo racconto disegnato la protagonista, ormai nonna, racconta alla nipotina e a un’amica di quando lasciò la Germania per l’Olanda, costretta a nascondersi per non finire deportata, con la famiglia, nei campi di concentramento. Nel fumetto, Esther racconta la quotidiana discriminazione e il progressivo isolamento che ha subito pur essendo fuggita per salvarsi.

Chiudiamo questo articolo con il racconto che Liliana Segre (sopravvissuta al lager di Auschwitz e il 18 gennaio scorso nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella), ha fatto ai ragazzi il 27 Gennaio del 2012 al conservatorio di Milano. Pensate, cari focusini: questa donna è una dei 776  bambini italiani più piccoli dei 14 anni che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Oltre a lei, solo altri 24 bambini tornarono a casa vivi, alla fine della Seconda Guerra mondiale.

Infine, tra i tanti film dedicati alla tragedia dell’ Olocausto e della Shoah vi consigliamo Storia di una ladra di libri, che racconta di una bambina, Liesel,  a cui il papà insegna a leggere. E di come lei si innamori della lettura e inizi una nuova vita fatta di libri… rubati e dell’amicizia con un ragazzo ebreo nascosto nella sua cantina per sfuggire alle persecuzioni.

Fonte: https://www.focusjunior.it/scuola/storia/giorno-della-memoria-risorse-per-capire-cosa-sono-stati-la-shoah-e-l-olocausto/

SIAMO TUTTI MIGRANTI ALLA RICERCA DI UN MONDO MIGLIORE

Il Progetto “SU.PR.EME. ITALIA” – promosso anche dal nostro Comune – ha come finalità il reperimento di immobili residenziali privati da destinare alla locazione in favore di cittadini immigrati regolari in condizioni di disagio abitativo

Oggi si parla tanto di migranti e immigrazione, e ricordare la storia significa anche creare collegamenti tra il passato e il presente: la condizione in cui oggi si trovano tante persone è molto simile a quella in cui si sono ritrovati gli italiani a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Stiamo parlando della “Grande Emigrazione”, che portò nove milioni di persone da nord a sud ad emigrare in America per andare alla ricerca della fortuna.

È un po’ ció che accade oggi a tutti quei migranti che intraprendono il lungo e doloroso viaggio della speranza, per andare alla ricerca di un futuro migliore per sé e le proprie famiglie.

Siamo tutti migranti alla ricerca di un mondo migliore, ed a tutti quanti noi fanno paura parole come: fame, povertà, guerra. Oggi, in tutte le società multietniche, una delle più grandi sfide é proprio quella di gestire le differenze. L’alterità non può essere eliminata o assimilata ma é necessario intraprendere le vie dell’incontro e della convivenza pacifica.  

Ancora oggi lo straniero continua ad essere associato a qualcosa di negativo e di minaccioso. Nel corso del tempo si è parlato di eliminazione, di assimilazione, di segregazione come la condizione degli ebrei che venivano ghettizzati e che nel periodo brutale del nazismo venivano considerati come entità staccate dal resto della società.

Troppo spesso si utilizza ancora il termine di integrazione quando in realtà occorre parlare di inclusione e di interculturalitá. La persona non dev’essere semplicemente integrata in una comunità, ma deve poter essere inclusa ed essere un partecipante attivo. Spesso i pregiudizi possono condizionare questo processo, generando una chiusura della persona in sé stessa perché non compresa.

I migranti arricchiscono?

É necessario partire dall’educazione sia a scuola ma soprattutto in famiglia, per cercare di diffondere un’ottica più aperta nei confronti del diverso. L’altro arricchisce la nostra vita, perché ci consente di scoprire nuove culture, religioni, lingue, tradizioni. Dobbiamo essere disposti ad aprire le frontiere del nostro cuore, perché il razzismo è un cancro silenzioso che aspetta il momento opportuno per discriminare, senza guardare in faccia nessuno.

Il rifiuto dell’altro ed anche la sua ingiusta discriminazione, è il tentativo di salvaguardare il sé e la propria identità perché ci si sente minacciati dalla diversità. Continuare a vivere in una società multietnica in cui si ha paura del diverso vuol dire non vivere. Non è con la paura, con la gerarchizzazione delle culture e la chiusura che si progredisce, ma con la valorizzazione delle unicità. Non possiamo annullare le differenze, perché queste esistono da sempre ed esisteranno sempre. La conoscenza e la curiosità sono importanti per imparare ad avere meno paura. Accettiamo le differenze e facciamo in modo che queste sussistano.

Progetto “SU.PR.EME. ITALIA”

A tal riguardo la Commissione Europea – Direzione Generale Migrazione e Affari interni ha approvato il Progetto “SU.PR.EME. ITALIA” – FAMI 2014/2020 – EMAS (Emergency Assistance) – Grant Agreement, che vede coinvolti, in partnership, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in qualità di lead applicant in partenariato con la Regione Puglia, la Regione Basilicata, la Regione Calabria, la Regione Campania, la Regione Sicilia, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e il Consorzio Nova. Tale iniziativa – promossa anche dal nostro Comune – ha come finalità il reperimento di immobili residenziali privati da destinare alla locazione in favore di cittadini immigrati regolari in condizioni di disagio abitativo.

Agenzia sociale per l’abitare

E nello specifico Agenzia sociale per l’abitare è il nome del progetto nato per fronteggiare l’emergenza abitativa dei migranti regolari che vivono nelle baracche di Contrada Russo.
Nata su proposta del Comune di Taurianova, Agenzia sociale per l’abitare verrà gestita dal Consorzio Macramè di Reggio Calabria, attivo da anni sul tema dell’accoglienza nel territorio calabrese. Ha l’obiettivo di ridurre l’emarginazione sociale dei migranti regolari, di promuovere l’inclusione sociale, favorire forme di accoglienza diffusa.https://www.youtube.com/embed/dWK_a1TBNy4?feature=oembed

Scrive in una nota il sindaco Biasi con l’assessore Crea (per le pari opportunità e politiche sociali) e l’assessore Fedele (all’immigrazione): “Diventa, pertanto, essenziale collocare al centro del progetto le persone accolte, le quali non devono essere meri beneficiari passivi di interventi predisposti in loro favore, ma protagonisti attivi del proprio percorso di accoglienza e di inclusione sociale”.

Al progetto possono aderire tutti i proprietari di case sfitte e abitabili nel comune di Taurianova, disponibili a destinarle in locazione in favore di migranti regolari in condizione di disagio socio-abitativo. L’Agenzia sociale per l’abitare selezionerà le case, offrirà ai proprietari servizio di accompagnamento nella fase preliminare di stipula del contratto di affitto, individuerà i potenziali inquilini, curerà il loro inserimento abitativo. Il comune di Taurianova attiverà una serie di garanzie, voucher integrativi in favore dei proprietari e agevolazioni economiche e sociali. I proprietari potranno avere la certezza di un reddito dall’affitto, sperimentare in prima persona un progetto innovativo di accoglienza.

Come comunità noi taurianovesi potremmo dar vita a delle opportunità, a delle attività o progetti rivolti alla conoscenza di culture diverse, perché è sempre più bello conoscere nuovi orizzonti che tracciare confini. Il pittore spagnolo, Pablo Picasso diceva: “non giudicare sbagliato ció che non conosci, prendi l’occasione per comprendere”. 

Fonte: https://www.taurianovatalk.it/news/2021/01/11/siamo-tutti-migranti/?fbclid=IwAR2q2Hdpw-P-FwqIrmDNVUZ5eW-Tt2q28-hMES0R9-gHptXMEevEGq-nhVI

Hope

Why Is Hope So Important?

To have hope is to want an outcome that makes your life better in some way. It not only can help make a tough present situation more bearable but also can eventually improve our lives because envisioning a better future motivates you to take the steps to make it happen.

Whether we think about it or not, hope is a part of everyone’s life. Everyone hopes for something. It’s an inherent part of being a human being. Hope helps us define what we want in our futures and is part of the self-narrative about our lives we all have running inside our minds.

Why Acceptance Isn’t Weakness

What Is Hope, Exactly?

The definition of hope can differ depending on the person doing the talking. When people speak about hope in a spiritual context, it might mean believing good things will happen with faith in a higher power. They might direct their hopes outward in prayer.

For others, it might mean always looking on the bright side and seeing challenges as opportunities. In other words, always “hoping for the best.”

Merriam-Webster’s definition makes “hope” seem close to “wish”: “to cherish a desire with anticipation: to want something to happen or be true.”

Whatever the details, hope in general means a desire for things to change for the better, and to want that better situation very much.

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Hope Is Not Optimism

Hope is not the same as optimism. An optimistic generally is more hopeful than others. On the other hand, the most pessimistic person you ever met can still be hopeful about something. Hope is very specific and focused, usually on just one issue.

Such as “I hope I get that job I interviewed for” or “I hope she calls me.” Or, for a little kid during the holidays, “I hope I get that bike I wanted!”

Why Hope Is So Vital

Most people associate hope with a dire situation. People hope to get out of difficult circumstances. That is often when people do find themselves hoping fervently! But hope also can provide the key to making everyday life better.

That’s because just envisioning something hopeful – the child seeing herself riding her new bike, for example – gives a person a moment of happiness, according to Psychology Today.  It can make present difficulties much easier to bear.

An example of that is reported by the American Psychology Association. Children who grew up in poverty but had success later in life all had one thing in common – hope. Dr. Valerie Maholmes, who worked on the research, said hope involves “planning and motivation and determination” to get what one hopes for.

What is a Respite House?

Deeper Meaning

In a way, having hope links your past and present to the future. You have a vision for what you hope will happen. Whether it does not, just envisioning it can make you feel better. And if it’s something you can somewhat control – like the kids working to get out of poverty – then hope can motivate you to take whatever steps you need to take.

Dr. Neel Burton, a book author who writes about emotions, writes that he always asks patients for what they hope for, because if they say “nothing” then that is a sign of depression or worse.

Having hope is important to the very act of being a human being. As Dr. Judith Rich writes, “Hope is a match in a dark tunnel, a moment of light, just enough to reveal the path ahead and ultimately the way out.”

How Can I Support a Caregiver?

Source: https://hopegrows.net/news/why-is-hope-so-important

Empty Pumpkins

 

NEL TEMPO DELL’INGANNO UNIVERSALE,
DIRE LA Verità è UN ATTO RIVOLUZIONARIO.
L’uomo, l’essere più intelligente ed evoluto? Ma non scherziamo!
Un popolo evoluto non si autodistruggerebbe…farebbe in modo di vivere al meglio, tutti insieme.
Un popolo intelligente non odierebbe i propri simili… ma bensì amerebbe chiunque indistintamente… quindi… un popolo intelligente ed evoluto… di certo non è l’umanità. Il mondo potrebbe essere un paradiso…invece è un inferno.
L’odio porta altro odio… l’amore porta altro amore.
TEMPO PER EVOLVERSI verso il riconoscimento della sua natura spirituale. Probabilmente il piano di controllo risale alla notte dei tempi, alla Torre di Babele e anche prima e le forze in gioco sono così grandi e inimmaginabili e hanno riversato, periodicamente, ondate di paura sull’umanità. Oggi l’unico modo per farcela è l’ascensione personale; il mondo non potrà mai evolversi a livello planetario: chi davvero muove i fili del mondo questo non lo permetterà mai. E’ da notare che da quando i metodi di comunicazione si sono evoluti e sono stati resi disponibili a tutti (internet in testa), si è ottenuto un inevitabile fluire di conoscenza e qualcosa poteva far ben sperare in un processo evolutivo. Ma. guarda caso. contemporaneamente all’era della tech sono state ” scoperte” altre pericolose malattie (ADIS, Ebola), alcuni studi sono stati accuratamente censurati, sono nate nuove fonti alternative di informazione devianti e pericolose (channelling, siti web, false organizzazioni di aiuto ecc..), nuove droghe vengono immesse sul mercato, prodotti alcolici a base di frutta vengono pubblicizzati per abbindolare i giovani e alla fine siamo sempre allo stesso punto, forse anche peggio. A OGNI PASSO IN AVANTI CHE FA’ L’UMANITA’, NASCONO CORRENTI CHE IN QUALCHE MODO LA RIPORTANO INDIETRO. Una delle più grandi fonti di soppressione si espresse nel medio evo, periodo in cui un oppressivo potere religioso provocò un enorme blocco delle coscienze di cui, ancora oggi, ne portiamo segni indelebili. Il mondo vive da sempre nella paura. La paura è necessaria per bloccare la crescita; lo abbiamo visto nel comportamento della cellula e dell’organismo (attacco-fuga) : se sei nella paura non puoi crescere, è impossibile. La paura e l’ignoranza alimentano la trappola, la verità rendere liberi.
Cogli ogni opportunità della vita, non sprecarla con stupidi rimpianti. Perdona, e accogli ogni nuova emozione, vivila questa vita. Sappi che non avrai un altra opportunista per far si che i tuoi sogni diventino realtà. Vivi, togli la benda dal tuo cuore, oggi non domani!
A te che passi, ti fermi e leggi, prendi ciò che ti fa sorridere e lasciami il tuo pianto, irrigherò i lunghi prati che attraverserò durante il mio cammino.
L’ipocrita e la falsità amano
indossare panni che non mi appartengono.
Ma trova il tempo di riflettere,
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.
Trova il tempo d’essere gentile,
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d’essere contento
è la musica dell’anima.

IN THE TIME OF UNIVERSAL HALT,
SAYING TRUTH IS A REVOLUTIONARY ACT.
Man, the most intelligent and evolved being? But let’s not joke!
An advanced people would not self-destruct … it would make it possible to live better, all together.
An intelligent people would not hate their fellowmen … but would love anyone indiscriminately … so … an intelligent and evolved people … certainly not humanity. The world could be a paradise … but it’s hell.
Hatred brings more hate … love brings more love.
TIME FOR EVOLVING towards the recognition of its spiritual nature. Probably the control plan dates back to the dawn of time, to the Tower of Babel and even earlier and the forces at stake are so large and unimaginable and have periodically poured waves of fear on humanity. Today the only way to make it is personal ascension; the world will never be able to evolve on a planetary level: whoever moves the threads of the world will never allow it. It is noteworthy that since the methods of communication have evolved and have been made available to everyone (internet in the lead), an inevitable flow of knowledge has been obtained and something could hope for an evolutionary process. But. Look at the case. at the time of the tech era, other dangerous diseases were discovered (ADIS, Ebola), some studies were carefully censored, new alternative sources of deviant and dangerous information were born (channeling, websites, fake aid organizations, etc.). ), new drugs are placed on the market, alcoholic fruit products are advertised to cheat young people and in the end we are always at the same point, perhaps even worse. EVERY STEP FORWARDS WHICH HAS HUMANITY, BECAUSE OF THE CURRENT THAT IN ANY WAY THEY RETURN BACK. One of the greatest sources of suppression was expressed in the Middle Ages, a period in which an oppressive religious power caused an enormous blockage of the consciences of which, even today, we bear indelible signs. The world has always lived in fear. Fear is necessary to stop growth; we have seen it in the behavior of the cell and of the organism (attack-escape): if you are in fear you can not grow, it is impossible. Fear and ignorance feed the trap, the truth make free.
Take every opportunity of life, do not waste it with stupid regrets. Forgive, and welcome every new emotion, live this life. Know that you will not have another opportunist to make your dreams come true. Live, remove the blindfold from your heart, today not tomorrow!
To you who passes, you stop and read, take what makes you smile and leave your crying, I will irrigate the long meadows that I will cross during my walk.
Hypocrites and falsehood love
wear cloths that do not belong to me.
But he finds time to reflect,
it is the source of strength.
Find the time to play,
it is the secret of youth.
Find the time to read,
it is the basis of knowledge.
Find the time to be kind,
it is the path of happiness.
Find the time to dream,
it is the path that leads to the stars.
Find the time to love,
it is the true joy of living.
Find the time to be happy
it is the music of the soul.

Source: https://httpartemisia.com/

Il primato della coscienza

Dal blog di mia zia Rita…

Mi è arrivato un invito su facebook  ” non uccidiamo Eluana Englaro”. La
cosa mi ha fatto riflettere (anche se da tempo  se ne parla ed anche
fin troppo).Vorrei dire  la mia  a tal proposito. Siccome nessuno è in
grado di dire che l’ alimentazione artificiale ha dato dei frutti, nel
senso che non sappiamo se Eluana stia vivendo o meno e siccome lei non
è in grado di decidere, credo debbano essere lasciati decidere i  suoi
genitori. E’ responsabile solo la loro coscienza e nessuno ha il
diritto, dico NESSUNO, d’intervenire. Secondo la costituzione italiana
ogni individuo è libero di decidere se accettare o meno le  cure:
Eluana non è in grado di decidere, saranno quindi  i suoi genitori a
farlo, rispettando anche la sua volontà, espressa prima che morisse.Mettiamoci
però nei loro panni: avevano sperato per anni  che si svegliasse, ma
ciò non è avvenuto.Sono passati molti anni, Eluana pesa trenta chili e
per suoi genitori è una ferita aperta, non lasciamogliela sanguinare
fino a far morire loro di dolore: sarebbe una violenza nei loro
confronti. Il cuore batte, ma lei è come un vegetale,
l’elettroencefalogramma è piatto.
Se quel sondino mantiene i battiti del cuore di Eluana, non è per volontà di Dio, ma della scienza.
Nessun
genitore farebbe morire il proprio figlio/a…. e poi “il GIUDIZIO”:
non abbiamo nessun diritto di giudicarli. I media ci fanno vedere la
foto di Eluana a 17 anni, se la facessero vedere adesso, vorrei sapere
in quanti direbbero “lasciamola vivere”. Vivere cosa?
I miei figli
e mio marito conoscono la mia volontà. Ho visto morire amiche mie  ( a
parte un mio zio) con dolori atroci. Chiedevano di farli fare morire,
quando già si sapeva che per loro non c’era più nulla da fare. Fossi
stata al posto loro avrei voluto rispettassero la mia volontà come
gesto d’amore: sono contro l’accanimento terapeutico. Ognuno di noi
merita avere una morte DIGNITOSA!

Sarà
solo Dio a giudicare. Papa Woitila, non dimentichiamolo, alla fine ha
rifiutato, saggiamente, le cure e nessuno ha fatto polemiche.

Sono vicina ai  genitori di Eluana e li ammiro per la loro forza.

http://rita.spazioblog.it/

Io condivido, e voi? Cosa ne pensate?