Pentax me super

Pentax ME Super

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Pentax ME Super
Pentax ME Super with SMC Pentax-M 50/1.7 lens

Pentax ME Super with SMC Pentax-M 50/1.7 lens
Overview
Maker Asahi Optical Co., Ltd.
Type SLR
Lens
Lens mount Pentax K-F mount
Sensor/Medium
Recording medium 135 film
Focusing
Focus Manual Focus
Exposure/Metering
Exposure Aperture priority, Manual
Flash
Flash Hot shoe
Shutter
Shutter speeds 4 – 1/2000 s
General
Dimensions 131.5 × 83 × 49.5 mm
Weight 460 g (1.01 lb)

The Pentax ME Super was a highly successful 35 mm single-lens reflex camera produced by Pentax of Japan between 1979 and 1984.

History[edit]

The camera was a development of (and one of two replacements for) the Pentax ME. Both feature semi-automatic (aperture priority) operation, and are part of the Pentax M series which included the manual Pentax MX and briefly the semi-automatic, automatic-focus Pentax ME F. The ME Super added a manual mode to the feature set of the ME. Since the ME Super was a better specified camera than the ME, a lower-specification model was introduced at the same time, as the lower-end replacement for the ME: this was the Pentax MV, a short-lived model quickly replaced by the Pentax MV1.

Operation[edit]

The ME Super has an electronic focal plane shutter with metal curtains and a vertical movement. Shutter speeds are selected with up and down buttons rather than the conventional wheel. They run from 4 seconds to 1/2000 of a second, with flash synchronisation at 1/125 of a second. The hotshoe features an additional shoe contact for dedicated Pentax flash units, not seen on the preceding ME.

In the event of battery failure, the camera can continue to operate at a shutter speed of 1/125 of a second. This feature was lost in later, more fully automatic models such as the Pentax Super-A, contributing to the long-lasting popularity of the ME Super. Two LR44 (or equivalent) batteries power the camera.

The camera has a 0.95x viewfinder, covering 92% of the field. The finder screen is fixed, with a split image and a microprism ring in the centre. The exposure meter is a TTL open aperture centre-weighted type. The shutter speed chosen by the camera or the user is displayed in the finder, the aperture is not. LEDs display the shutter speed and inform of over/under exposure, possibility of shake, use of the EV-compensation and use of Manual mode.

The selector around the release button has five positions: L (lock), Auto, M (manual), 125x, and B. The Pentax ME Super can attach to the external winder ME (1.5 i/s) or the later Winder ME II (2i/s) and can also mount a Dial Data ME databack, or the later Digital Data M databack via a cord adapter. As with some other M series cameras, there is a window next to the winder arm which indicates film movement, and assists the user in rewinding film into the cassette without losing the tip of the film.

The lenses are interchangeable with the K bayonet mount, and a series of SMC Pentax-M compact lenses were introduced during the lifetime of the M series models.

The body was available with a chrome or black finish on the upper parts and base (the central body being always black). There was a special edition called ME Super SE, only sold in chrome finish; the differences are the SE marking and the diagonal instead of horizontal split-image device in the focusing screen.[1]

See also[edit]

References[edit]

  1. Jump up^ ME Super page by Bojidar Dimitrov.

External links[edit]

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L’occhio del fotografo

C’è una cosa però che ti voglio dire:   se quando la mattina ti alzi, ti fai la barba e non senti il rasoio che ti tira le pelle, non ti accorgi della schiuma che ti allarga i pori della pelle; se trangugi un caffè o un cappuccino senza accorgerti di che profumo ha, se ha un sapore particolare, se ti piace più il caffè che ti prepara Giorgio, di quello che prepara Gino; se quando esci di casa non ti accorgi che il cielo è di una sfumatura di azzurro che mai avevi visto prima, se non vedi che ci sono meno rondini dell’anno precedente; se quando entri in auto non ti accorgi della pressione della tua schiena contro il sedile, se non senti il volante sotto le mani; se quando incontri una persona non ti accorgi se ti ha sorriso, se ti ha dato un saluto indifferente, se era triste oppure felice; se quando vai a pranzo non ti ricordi se hai mangiato un’insalata condita con l’aceto o con il limone…. beh, allora non c’è molto da fare, l’occhio fotografico non credo spunterà mai.

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Sai perchè ti ho fatto questo discorso?

Perchè la fotografia è solo una grandissima, immensa, devastante, sconfinata espressione della sensibilità, dell’amore per il mondo e la vita, della voglia di “sentire” (ma con tutti i sensi che abbiamo a disposizione stirati a carpire ogni singolo evento fino a farci male), della capacità di emozionarci anche di fronte alle piccole cose della vita, di fermarci un attimo a guardare quei gesti sui quali nessuno si sofferma, sulla luce che nessuno si accorge ci accarezza, sulle forme che molti sottovalutano in quanti modi si sanno trasformare, sul guizzo di un istante che è vivo ed è reale solo in quel preciso istante temporale e che dopo un secondo già non esiste più.

Se sei capace di “sentire”, “vedere”, “assaggiare”, “annusare”, “toccare” quello che il mondo ti offre nella sua più intima essenza, allora quell’occhio fotografico che così tanto ti pare misterioso, emergerà fuori, e lo farà con prepotenza, perchè sarà l’espressione della tua carica vitale, della tua passione, della tua sensibilità.

Certo, è un occhio che si allena, che può migliorare, ma se si è ciechi dalla nascita non si potrà mai vedere.

Se ti fermi un attimo a “sentire” il mondo, egli entrerà dentro di te, e ti mostrerà, in un solo istante, tutto quello, che fino a quel momento, avevi solo immaginato dentro i sogni di fanciullo.

Non basta “saper vedere”.

Se quando dopo ci accorgiamo che quello che abbiamo visto non è venuto fuori proprio come lo abbiamo sentito è solo perchè non abbiamo avuto i mezzi tecnici per realizzarlo.

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