L’amore umano e l’amore divino

L’amore umano e l’amore divino

La mente è la sede del pensiero e della percezione, il cuore è la sede dell’amore, il vitale quella del desiderio, ma perché questo dovrebbe impedire l’esistenza di un amore mentale? Proprio come la mente può essere invasa da sentimenti dell’essere emotivo o vitale, così anche il cuore può essere dominato dalla mente e mosso da forze mentali.

Esiste un amore vitale ed esiste un amore fisico. Il vitale può desiderare une donna per vari motivi vitali, senza amore: per soddisfare l’istinto di dominazione o di possesso, per assorbire le sue forze vitali in modo di alimentare le proprie, per uno scambio di forze vitali, per soddisfare la vanità o l’istinto del cacciatore per la presa ecc.ecc. ( Questo dal punto di vista dell’uomo, ma anche la donna ha i suoi motivi vitali). Tutto ciò è quello che viene chiamato amore, ma è soltanto un desiderio vitali, un tipo di desiderio sessuale. Se tuttavia le emozioni del cuore vengono risvegliate, allora diventa un amore vitale; un amore a cui si mescolano alcuni di questi motivi vitali, se non tutti; è un amore forte, ma pur sempre vitale.

La gelosia, la vanità ferita, le richieste sono solo una sgradevole forma di amore per se stessi.

Può anche esistere  amore fisico: o un’attrazione per la bellezza, o il sex appeal fisico, o qualunque altra cosa del genere che risveglia le emozioni del cuore. Se tale risveglio non accade, allora il bisogno fisico è fine a se stesso ed è un semplice desiderio sessuale e niente di più; ma l’amore fisico è sempre possibile.

Allo stesso modo può esistere un amore mentale. Nasce nel tentativo di trovare il proprio ideale in un altro, o di una forte passione mentale suscitata a un senso di ammirazione e di meraviglia, o della ricerca mentale di un compagno, ossia di una persona che esalti e completi la propria natura, di una guida o un aiutante, un capo o un maestro, oppure di altri cento motivi mentali. Di per sé ciò non corrisponde a un vero sentimento d’amore, benché spesso sia così ardente da non essere distinguibile da esso o possa anche spingere al sacrificio della propria vita, al totale dono di sé ecc. Quando risveglio le emozioni del cuore, può allora portare a un amore molto potente, le cui radici e il cui carattere dominante sono tuttavia mentali. Ma generalmente la mente e il vitale si uniscono tra loro, e questa unione può accompagnarsi a un avversione per l’atto fisico e per tutto ciò che comporta. Non c’è dubbio che se l’uomo insiste, la donna probabilmente finisce con l’arrendersi, ma à contre coeur come si dice, contro i suoi sentimenti e istinti più profondi. – Vi sono donne che possono amare con la mente, lo psichico, il vitale (cuore), ma rifuggono da un contatto fisico e, anche quando questa reazione cessa, l’atto fisico resta per loro ripugnante. Possono cedervi se viene esercitata su di loro una pressione, ma ciò non le riconcilia con l’atto che continuano a ritenere animale e degradante. Le donne sanno che è così, anche se gli uomini stentano a crederci, ma è perfettamente vero. La tendenza delle donne alla castità fisica non è anormale, è abbastanza comune e concerne  anche donne di tipo piuttosto superiore.

E’ un errore pensare che solo il vitale abbia calore e che lo psichico sia qualcosa di gelido e senza alcuna fiamma. Una pura e limpida benevolenza è una cosa molto positiva è desiderabile ma non è quel che s’intende per amore psichico.

L’amore psichico può avere un calore e una fiamma altrettanto intensi dell’amore vitale, e anche di più, ma è un fuoco puro, che non dipende dalla soddisfazione del desiderio dell’ego né ha bisogno di fagocitare ciò che lo alimenta e che abbraccia. E’ una fiamma bianca , non rossa, ma il calore bianco non è inferiore , in intensità a quella rosso. L’amore psichico, è vero, di solito non si esprime in tutta la sua pienezza nei rapporti umani e nella natura umana; trova più facilmente la pienezza dell’ardore quando si eleva verso il Divino. Nel rapporto umano l’amore psichico si mescola con altri elementi che cercano subito di usarlo per i lori fini  e di eclissarlo. Le sue intensità trovano sbocco, nella sua pienezza, solo in rari momenti. Altrimenti entra in gioco solo come un elemento fra tanti altri, ma così apporta ad un amore fondamentalmente vitale tutto ciò che di più alto si può trovare.; tutta la più delicata dolcezza, la tenerezza, la fedeltà, la dedizione, il sacrificio di sé, l’avvicinarsi di anima ad anima; tutte le sublimazioni idealizzanti che innalzano l’amore umano al di là di se stesso, vengono dallo psichico. – L’amore psichico trova pienamente se stesso quando irradia di quella coscienza più divina di cui siamo alla ricerca; fine a quello momento gli  è difficile manifestare in modo limpido e integrale la propria essenza e la propria forma.

La mente, il vitale e il fisico sono propriamente strumenti dell’anima e dello spirito; quando operano per conto proprio producono cose ignoranti ed imperfetta; se si riesce a farne degli strumenti coscienti dello psichico e dello spirito, raggiungono allora il proprio compimento più divino, è questa l’idea contenuta in ciò che nel nostro yoga chiamiamo trasformazione.

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