Jane Eyre…

“Women are supposed to be very calm generally; but women feel just as men feel: they need exercise for their faculties, and a field for their efforts as much as their brothers do; they suffer from too rigid a restraint, too absolute a stagnation, precisely as men would suffer”.
In genere si suppone che le donne siano molto calme; ma le donne hanno gli stessi sentimenti degli uomini: hanno bisogno di esercitare le loro facoltà e di una palestra per il loro sforzi, al pari dei loro fratelli; soffrono per una costrizione troppo rigida, per un troppo completo ristagno esattamente come soffrirebbero gli uomini”
Jane Eyre XII capitolo
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Happy Valentine’s day!

Su ogni onda del mare ho scritto “Qualcosa” affinché un leggero vento di maestrale trasportasse queste parole sulla riva del tuo cuore. Un cielo stellato, una palma per dimora, un letto di sabbia bianca per dormire i vostri sogni, un mare di speranze da navigare nello stesso guscio, sempre, mano nella mano e nutrirsi dello sguardo dei suoi occhi nei tuoi occhi, strappare un petalo ad un fiore per ricordare questo giorno ogni giorno, vivere per dare vita e far vivere per ricevere vita, non una vita di regole, di comandamenti, di corse ad un finto gioco, ad una vittoria che non c’è in un’isola che non c’è. No! L’amore non è una cosa, ma Qualcosa che nasce da dentro, che la si sente nel corpo, che vive dispiaceri con dolori che prendono lo stomaco, il ventre, e vive gioie con sottili vibrazioni, brividi sulla pelle, che ti agita il cuore, che lascia cadere lacrime senza che tu stesso te ne renda conto, che ti rende inerme al suo cospetto, ad ogni suo sguardo, che ti dà forza, che si sopporta, che si racconta senza trovarne mai le parole giuste perché bello, ma così bello da non capirlo, da non sapere come. Dirle "Ti Amo" non basta, perché Ti Amo è per tutti ma non per lei, ma non per lui, ma dirle “Qualcosa”, sempre, è tenere vivo ogni giorno un amore unico da condividere con disarmante complicità, impercettibile per altri, incomprensibile per chi non lo conosce né è stato sfiorato e che mai lo comprenderà. Non silenzi assordanti, ma un canto d’usignolo che pur di mostrare il suo amore canta con una forza tale che a volte stremato ne muore, ma ne muore felice, felice di aver dedicato il suo amore, di aver fatto Qualcosa. Dedicato a voi giovani sposi in questo giorno non meno speciale di ieri né di domani, dove non dovrete mai chiedere, perché già sapete, dove gli interessi non vi coinvolgeranno mai in avversità che sfiori i vostri cuori, ma dove un petalo di rosa, un solo petalo potrà tenervi uniti per l‘eternità. Spezzate i vostri averi, spezzate i vostri nemici sempre e solo insieme, mano nella mano, ma non spezzate mai quel petalo di rosa, respiratene il suo profumo tenendovi stretti stretti, abbracciandovi ogni notte ogni mattino, stentando i vostri respiri ma tenendovi forti a “Qualcosa” che non è una cosa. Guardatevi intorno, non è questo il miglior giorno, ma tutti quelli che lo hanno preceduto e tutti quelli che verranno saranno sempre i migliori, riderete ai vostri bambini, racconterete ai vostri nipoti, ma sappiate riservare il vostro ultimo respiro per cercarvi l‘uno con l’altro, per chiedere a voi di voi, per piangere le vostre gioie, i dolori, i vostri ricordi. Del vostro tempo ne siete i vostri stessi sogni, sappiate esserne consapevoli senza mai permettere che i vostri occhi si distraggano in sguardi minacciosi, indiavolati, distruttivi. Dedicato a voi che potete, che avete tempo, che avete la forza e la possibilità di decidere, di scegliere oggi stesso per sempre lontani e indipendenti da miseria o nobiltà, lontani da pericoli, lontani da invidie, cattiverie, avversità, lontani da tradimenti, ipocrisie tra voi, al solo scopo di salvare un amore che non c’è e forse mai c’è stato, uccidendo però senza pietà chi vi ama, chi vi dice ancora, Qualcosa, ma siate vicini a voi a voi stessi come ieri, oggi e per sempre. Curate voi stessi da ogni male accettando sempre aiuto da chi realmente vi ama, imparerete a leggerlo nei suoi occhi, a distinguere il bene dal male a difendere a denti stretti il vostro amore. Perdonate e allontanate tutti coloro che tenteranno di spezzare quel prezioso petalo, conservatelo, proteggetelo e se necessario nascondetelo, non lasciate che nessuno mai ve lo porti via. Ricordate tutto questo, ricordate di chi pur non conoscendovi vi dice “Quel solo petalo vi basterà per essere felici sposi, oggi e per sempre”.

il primato della coscienza

Dal blog di mia zia Rita…

Mi
è arrivato un invito su facebook  ” non uccidiamo Eluana Englaro”. La
cosa mi ha fatto riflettere (anche se da tempo  se ne parla ed anche
fin troppo).Vorrei dire  la mia  a tal proposito. Siccome nessuno è in
grado di dire che l’ alimentazione artificiale ha dato dei frutti, nel
senso che non sappiamo se Eluana stia vivendo o meno e siccome lei non
è in grado di decidere, credo debbano essere lasciati decidere i  suoi
genitori. E’ responsabile solo la loro coscienza e nessuno ha il
diritto, dico NESSUNO, d’intervenire. Secondo la costituzione italiana
ogni individuo è libero di decidere se accettare o meno le  cure:
Eluana non è in grado di decidere, saranno quindi  i suoi genitori a
farlo, rispettando anche la sua volontà, espressa prima che morisse.Mettiamoci
però nei loro panni: avevano sperato per anni  che si svegliasse, ma
ciò non è avvenuto.Sono passati molti anni, Eluana pesa trenta chili e
per suoi genitori è una ferita aperta, non lasciamogliela sanguinare
fino a far morire loro di dolore: sarebbe una violenza nei loro
confronti. Il cuore batte, ma lei è come un vegetale,
l’elettroencefalogramma è piatto.
Se quel sondino mantiene i battiti del cuore di Eluana, non è per volontà di Dio, ma della scienza.
Nessun
genitore farebbe morire il proprio figlio/a…. e poi “il GIUDIZIO”:
non abbiamo nessun diritto di giudicarli. I media ci fanno vedere la
foto di Eluana a 17 anni, se la facessero vedere adesso, vorrei sapere
in quanti direbbero “lasciamola vivere”. Vivere cosa?
I miei figli
e mio marito conoscono la mia volontà. Ho visto morire amiche mie  ( a
parte un mio zio) con dolori atroci. Chiedevano di farli fare morire,
quando già si sapeva che per loro non c’era più nulla da fare. Fossi
stata al posto loro avrei voluto rispettassero la mia volontà come
gesto d’amore: sono contro l’accanimento terapeutico. Ognuno di noi
merita avere una morte DIGNITOSA!

Sarà
solo Dio a giudicare. Papa Woitila, non dimentichiamolo, alla fine ha
rifiutato, saggiamente, le cure e nessuno ha fatto polemiche.

Sono vicina ai  genitori di Eluana e li ammiro per la loro forza.

 

http://rita.spazioblog.it/

Io condivido, e voi? Cosa ne pensate?

 

if…

Se le fondamenta di una casa crollano, la stessa crolla! Allo stesso
modo se ad una persona vengono meno le proprie certezze, e i sentimenti
smettono di alimentare l’animo, quest’ultimo cessa di esistere…

It’s…

E’ strana la vita… un giorno sei felice e
sei convinta che lo sarai per sempre, ma un attimo dopo, all’improvviso
senti quel tremendo peso sul cuore che ti soffoca e ti lacera senza
pietà… quel senso di vuoto che ti fa dubitare di tutto e di tutti,
persino di te stessa, e che ti spinge ad isolarti sempre più… Succede
quando ci vengono a mancare le nostre basi, le spalle su cui piangere,
e pensiamo di farla finita una volta per tutte. Qualsiasi sia il motivo
della tua sofferenza non arrenderti mai, non sottovalutarti mai, non
farti calpestare perché nessuno è così importante… sorridi sempre
perché se non lo farai un giorno te ne potrai pentire… "VIVI VIVI E
NON MOLLARE MAI"…segui sempre il tuo
cuore… raccogli i pezzi e fatti forza, rialzati… trova infiniti
motivi per sorridere… guarda il mare, le stelle, la luna, ti
sorridono… abbi fede…